Tecnologia LED moderna
LED discreti (DIP) versus SMD
Il modo in cui i LED sono incapsulati determina quasi tutto di uno schermo: quanto è nitido, quanto è luminoso, quanto è ampio l’angolo di visione. La grande divisione contrappone il vecchio LED discreto (DIP) al moderno LED SMD.
I più vecchi grandi schermi usavano lampadine separate: una rossa, una verde e una blu separate, ognuna con i propri piedini. Sono molto luminose e durano a lungo, perfette per grandi cartelli che si guardano da lontano.
Gli schermi più nuovi mettono questi tre colori insieme in un bloccchetto molto piccolo: un LED SMD. Così i punti stanno più vicini, l’immagine appare più nitida e puoi vederla bene anche di lato.
Un LED discreto o DIP (Dual In-line Package) ha, per ogni colore, il proprio involucro con piedini che si infilano attraverso il circuito stampato e si saldano. I LED DIP sono molto luminosi e meccanicamente robusti (resistenti alle vibrazioni), ma per le loro dimensioni sono limitati a passi del pixel maggiori (di norma P10 e più). Si usano soprattutto per grandi cartelli da esterno.
SMD: lo standard attuale
In un LED SMD (Surface-Mount Device), i chip rosso, verde e blu stanno insieme in un unico involucro piccolo saldato sulla superficie del circuito. Questo consente una collocazione molto più densa (passi a partire da circa 1,2 mm), una risoluzione più alta, un angolo di visione più ampio (fino a circa 160°) e un’immagine a colori più uniforme. L’SMD è da anni lo standard della maggior parte degli schermi da interno e degli schermi da esterno moderni.
Quando l’uno, quando l’altro
Regola pratica: DIP per cartelli molto grandi e luminosi a grande distanza di visione; SMD per immagini più nitide, angoli di visione più ampi e passi minori. Sotto circa 1,0 mm di passo, l’SMD incontra dei limiti; lì subentrano COB e IMD.
La differenza fondamentale è il montaggio passante (DIP) rispetto al montaggio superficiale (SMD). Il DIP offre un’elevata luminosità sull’asse e robustezza meccanica, ma la costruzione limita la densità dei pixel e dà un angolo di visione più stretto e fortemente direzionale. L’SMD integra R/G/B in un unico package, il che porta un passo più fine, angoli di visione più ampi e una migliore uniformità del colore.
Limiti di passo e successori
L’SMD domina dall’interno a passo fine all’esterno. Man mano che il passo scende sotto ~P1.0, la resa e la robustezza dell’SMD incontrano dei limiti: il package diventa troppo grande e fragile. Lì compaiono il COB (chip direttamente sul circuito, incapsulati) e l’IMD (più pixel in un package). Per il contrasto da esterno, l’SMD è inoltre realizzato in un involucro nero; vedi white vs black LED.